Chi sono?

Formazione Accademica e Professionale

  • SCIENZE NATURALI – Università degli Studi di Sassari (UNISS)
    Settembre 2024 – In corso
    Specializzazione dedicata allo studio degli ecosistemi, della biodiversità e delle dinamiche biologiche che regolano l'ambiente.

  • COADIUTRICE PER LA FAUNA SELVATICA – Comune di Sassari 
    Marzo 2026 – In corso
    Attività operativa di supporto alla gestione e al monitoraggio della fauna nel territorio comunale.

  • ADDESTRATRICE CINOFILA ENCI Sez. 3 (Cani da Caccia)
    Ottobre 2025 – Aprile 2026
    Specializzazione tecnica focalizzata sulle razze selezionate per il lavoro venatorio, approfondendo le doti naturali e le motivazioni di specie in contesti extraurbani.

  • TECNICO UD-COGNITIVO "Il morso che cura" – con Gigi Raffo
    Settembre – Ottobre 2024
    Approfondimento sulle dinamiche del morso come strumento comunicativo, cognitivo e di gestione emotiva nel cane.

  • EDUCATRICE CINOFILA presso Cinantropia – con Luca Spennacchio
    Gennaio 2023 – Settembre 2024

    Percorso formativo basato sulla visione cinofila sistemica, la relazione uomo-cane e il rispetto dell'alterità animale.

Il Mio Approccio

Consulenza Ecosistemica e Relazione Uomo-Cane

Il cane è molto più di un animale domestico. È un essere vivente complesso, con bisogni biologici, motivazioni profonde e modalità di comunicazione che spesso, nella vita moderna, fatichiamo davvero a comprendere. È un essere vivente senziente, dotato di bisogni biologici, motivazioni etologiche, memoria evolutiva e modalità comunicative proprie. Ridurre il cane a una presenza affettiva o a un elemento funzionale alla vita umana significa ignorarne la natura profonda e, spesso, generare disagio, conflitto e incomprensione.

Il mio lavoro nasce da qui: dalla necessità di osservare il cane non come individuo isolato, ma come parte integrante di un sistema complesso fatto di relazioni, ambiente, fauna, spazi urbani e dinamiche intra e inter-specifiche.

Attraverso il mio percorso in Scienze Naturali e la mia formazione in ambito cinofilo, mi occupo di consulenza ecosistemica applicata alla relazione uomo-cane, con un approccio che integra etologia, ecologia, comportamento animale e lettura ambientale.

Non lavoro sull’obbedienza.
Non lavoro sulla performance.
Lavoro sulla comprensione.

Credo che la convivenza tra specie non debba basarsi sul controllo, ma sulla conoscenza. Per questo considero fondamentale aiutare le figure di riferimento a comprendere il cane per ciò che è realmente: un organismo inserito in un ecosistema urbano ed extraurbano, capace di produrre impatti, connessioni, conflitti e adattamenti continui.

Il Cane Come Parte di un Unicuum Ecosistemico

Ogni cane vive immerso in una rete di relazioni complesse che influenzano continuamente il suo comportamento, il suo benessere e il modo in cui si muove nel mondo. Non esiste mai come individuo isolato: interagisce con altri cani, con gli esseri umani, con specie urbane come gatti e avifauna, con la fauna selvatica e con ambienti profondamente diversi tra loro, da una piazza cittadina a un sentiero naturale.

Per questo motivo non credo sia possibile comprendere davvero un cane senza osservare anche il contesto in cui vive. L’ambiente urbano, gli spazi naturali, le dinamiche sociali, le esperienze pregresse e le motivazioni etologiche influenzano costantemente il suo modo di comunicare, reagire ed esprimersi.

Il mio lavoro si concentra proprio sulla lettura di queste connessioni. Comprendere un cane, per me, significa andare oltre il singolo comportamento e chiedersi cosa lo sta generando: quali bisogni non stanno trovando spazio, quale ruolo ha l’ambiente nelle sue risposte, quali equilibri si stanno creando — o rompendo — all’interno della relazione con gli altri individui e con l’ecosistema circostante.

Credo che la libertà non coincida con l’assenza di regole, ma con la possibilità di esprimersi all’interno di un equilibrio consapevole. Un cane veramente libero è un cane compreso, accompagnato da una figura di riferimento capace di leggere il territorio, le dinamiche sociali e i limiti biologici propri e altrui, senza imporre controllo ma costruendo una convivenza più lucida, sicura e rispettosa per tutte le specie coinvolte.

Da Dove Nasce Questo Percorso

Il mio percorso non nasce da una teoria. Nasce da una difficoltà. Nasce da Giotto.
Giotto è un jagdterrier. Otto chili di cane capaci di trasformare ogni giornata in qualcosa di imprevedibile. Uno di quei cani che ami profondamente e che, allo stesso tempo, ti mettono continuamente in crisi. Il cane che ti costringe a smettere di cercare soluzioni semplici. Con lui ho conosciuto l’istinto predatorio nella sua forma più autentica.

La caccia. L’indipendenza. La determinazione. La motivazione esplorativa. La crudeltà naturale della predazione come comportamento biologico, non morale.

Giotto è il cane che si è lanciato dalla finestra di un primo piano per inseguire un gatto, è rimasto per ore in un bosco di rovi inseguendo minilepri, è scappato infinite volte tornando autonomamente “al bar”, ha perso GPS, pettorine e ogni genere di attrezzatura possibile. Un cane difficile. Brillante. Astuto. Profondamente indipendente. Uno Jagdterrier selezionato per entrare in tana, affrontare animali più grandi di lui e ucciderli. Un cane a cui non puoi semplicemente “dire cosa fare”. Ed è stato proprio lui ad aprirmi un mondo. Per comprenderlo ho iniziato a studiare. Prima un percorso come educatrice cinofila.

Poi, con l’arrivo di Emma (Drahthaar x Sharpei) ho capito che non bastava. I miei cani mi hanno messo di fronte a qualcosa di molto più grande: l’atavismo della predazione, la complessità ecologica del comportamento, il conflitto continuo tra natura animale e società umana. Da lì ho approfondito il lavoro sui cani da caccia attraverso un percorso ENCI specialistico e ho scelto di iscrivermi all’università in Scienze Naturali per costruire basi scientifiche più solide, ampliare la mia ricerca e comprendere gli ecosistemi nella loro totalità.

Perché non è possibile comprendere davvero il cane senza comprendere anche:

  • la fauna selvatica,

  • gli habitat,

  • l’etologia comparata,

  • l’impatto antropico,

  • le dinamiche ecologiche della convivenza tra specie.

Una Visione Sistemica della Convivenza

Oggi il mio lavoro si concentra sulla costruzione di una convivenza più consapevole tra cane, essere umano e ambiente. Una convivenza che non antropomorfizzi il cane, ma che ne riconosca:

  • identità biologica,

  • dignità di specie,

  • bisogni motivazionali,

  • ruolo ecosistemico.

Perché il benessere del cane non può essere separato dal benessere dell’ambiente che abita. E perché imparare a leggere un cane significa, inevitabilmente, imparare a leggere anche il mondo che ci circonda.